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Come Leggere il Codice IBAN

Dal primo Gennaio 2008, il codice IBAN è diventato obbligatorio per tutte le transazioni bancarie, sostituendo (o, meglio, incorporando) tutti gli altri dati che venivano utilizzati precedentemente. Il codice IBAN, quindi, è una miniera di informazioni. Vediamo come leggerlo.

Per prima cosa, bisogna dire che il codice IBAN è composto da 27 caratteri alfanumerici. Ogni carattere ha un suo preciso significato. Non c’è nessun carattere posto a caso, a parte le due cifre di controllo (dette “caratteri di controllo IBAN”), che sono state introdotte per motivi di sicurezza ed unicità.

Prendiamo per esempio il codice IBAN: IT96R0123454321000000012345. I primi due caratteri sono lettere ed indicano la nazione del codice IBAN (IT = Italia). Le due cifre successive sono le cifre di controllo citate nel passo precedente. La lettera dopo le cifre di controllo è il CIN, mentre le dieci cifre successive sono i codici ABI e CAB (5 cifre per l’ABI e 5 per il CAB).

Le ultime dodici cifre sono quelle riservate al numero di conto corrente. Se il numero di conto corrente è più breve di dodici cifre, tutte le cifre non utilizzate dovranno essere sostituite da “zeri”. Solitamente quest’operazione viene effettuata automaticamente. Esempio: Il nostro numero di conto è 12345, ma le dodici cifre finali del nostro IBAN saranno 000000012345.

Come Scegliere un Kayak per il Mare

Dalla metà dell’Ottocento, grazie alle esplorazioni europee, si scoprì il kayak da mare che, a quel tempo, era utilizzato per la caccia e la pesca dalla popolazione groenlandese e aleutina. I kayak groenlandesi navigavano in acque protette, generalmente baie e fiordi e si caratterizzavano per uno scafo molto basso sull’acqua per sottrarsi, il più possibile, allo scarroccio causato dai forti venti locali. I kayak aleutini invece erano realizzati con scafi adatti a fronteggiare un mare più impegnativo e con una capacità di carico maggiore. Oggi sono disponibili diversi tipi di imbarcazioni, dal semplice kayak gonfiabile al kayak da mare, che trattiamo in questa guida. Il kayak da mare viene ideato negli anni 50 del Novecento in Inghilterra e si è diffuso in Europa e in Italia.

Adatto a tutte le età, è uno sport ecologico e salutare che permette di navigare sottocosta a distanze impraticabili per imbarcazioni più grandi, considerato il pescaggio quasi nullo, e la normativa vigente la quale regola la distanza minima a cui tenersi dalla costa. Altro vantaggio: è possibile navigare nelle zone di tutela ambientale, escluse le zone protette integrali. Essendo un mezzo con le sue peculiarità di manovra richiede la partecipazione a un corso per imparare, oltre le manovre classiche della navigazione anche le tecniche di autosalvataggio e salvataggio assistito, similmente a un mezzo nautico.

Oggi è utilizzato per turismo, ma anche per affrontare più giorni di navigazione sottocosta e, in casi specifici, con una preparazione adeguata, per effettuare traversate o circumnavigazioni di isole in più giorni. Parlando di sicurezza si può affermare che il mezzo è sicuro, le situazioni a rischio sono da imputare alla negligenza del pagaiatore, esattamente come l’alpinista in montagna. Il kayak da mare, in caso di ribaltamento, permette in pochi secondi di riacquistare la posizione di navigazione normale grazie alla manovra dell’eskimo o, se non si è in grado di effettuarla, di risalire entro il kayak con il paddle float, un galleggiante, posto sul ponte e fissato attraverso elastici o cime di sicurezza poste longitudinalmente lungo e al traverso dell’opera. E’ necessario indossare sempre un giubbotto di aiuto al galleggiamento e un abbigliamento adatto a non incorrere in ipotermia nella stagione fredda: sono questi elementi di sicurezza indispensabili, indipendentemente dalle norme che regolano la navigazione da diporto.

Si può affermare che la formazione del kayaker marino che ha frequentato il corso di formazione di base e avanzato e un alto standard di sicurezza, garantito dalla qualità dei kayak, rendono questa passione sicura. Lo studio e la progettazione, da parte di professionisti appassionati, come Raymond Varraud, di carene e opere morte ispirate alle migliori caratteristiche di navigazione dei kayak groenlandesi e aleutini, possono dare al kayak quel riconoscimento nautico di imbarcazione che lo distingua da sandali, pedalò e pattini da mare. Altre caratteristiche peculiari del kayak da mare non ritrovabili nei tre mezzi citati sono gli strumenti di bordo: quali una bussola, un VHF, un GPS, persino dei pannelli solari, il necessario per vivere 3-4 giorni in autonomia nella stagione calda e fredda.

L’escursione di più giorni, per approfondire un punto, è resa possibile dalla capacità di carico di materiali interna al kayak (140/150 chilogrammi) stivata in due, tre gavoni stagni che rendono peraltro il mezzo inaffondabile. Il kayak da mare è già una realtà: come ottimo mezzo ausiliario da ospitare in barche capienti per un uso turistico giornaliero, per la famiglia, per chi ha voglia di navigare lentamente assaporando in pieno rilassamento i fondali, le peculiarità della costa, fotografare, fare delle lunghe nuotate, dello snorke ling trainando il kayak, navigare in coppia o partecipando ai numerosi raduni. Un’aspirazione dei kayaker potrebbe essere divenire “sentinelle del mare”, dopo un iter di formazione appropriato, in collaborazione con la Capitaneria di Porto Guardia Costiera, non per sanzionare, ma per segnalare anomalie ambientali e di comportamento.

Come Fare la Partenza in Salita con l’Automobile

La partenza in salita crea un pò di difficoltà, però è indispensabile, perchè a volte ci si può trovare fermi davanti ad un semaforo e ripartire con il verde, su una strada con una difficoltosa pendenza. La scuola guida insegna due partenze in salita quella con il freno a mano, quella senza freno a mano.

Finalmente ti trovi nella condizione di dovere partire e avere come ostacolo la salita. Che fare? Non farti prendere dal panico, mantieni la calma, tranquillo, bastano pochi movimenti per superare la difficoltà in grande stile. Prima di tutto il freno a mano deve essere disinserito e la marcia in prima. Tieni il piede destro sul freno e quello sinistro sulla frizione ed entrambi completamente schiacciati. Alza leggermente il piede sinistro dalla frizione, l’auto comincerà a vibrare, a questo punto alza il piede destro dal freno.

Se l’auto tende ad andare in avanti, abbassa leggermente la frizione,se l’auto tende ad indietreggiare alza leggermente la frizione. Quando alzando il piede destro dal freno l’auto non si sposta, significa che ha raggiunto il suo equilibrio a questo punto schiaccia l’acceleratore fino a togliere la vibrazione, metti la freccia sinistra, controlla dallo specchietto laterale se sopraggiunge qualcuno, alza il piede dalla frizione, e l’auto comincerà a muoversi, a questo punto premi l’acceleratore e alza tutta la frizione. Questa è una partenza senza freno a mano.

Può succedere però di dover partire in salita usando il freno a mano. In genere quest’ultimo metodo è quello più usato, però dipende dalla familiarità che si prende con l’auto e con i pedali. La partenza in salita con freno a mano non differenzia molto da quella senza freno a mano. Il freno a mano deve essere inserito e la marcia in prima. Il piede sinistro deve stare sulla frizione e il destro sul freno, entrambi schiacciati.

Sposta il piede destro dal freno sull’acceleratore e manda un pò su di giri l’auto. Quando riesci a trovare il punto fermo, alza appena il piede dalla frizione, l’auto comincerà ad alzarsi davanti, a questo punto togli il freno a mano, metti la freccia a sinistra, e accelera leggermente. In genere le agenzie di scuola guida hanno l’automobile a diesel, il problema può sorgere quando guiderai un’auto a benzina, in questo caso è più facile che si spenga, con un diesel l’operazione risulterà più facile. Devi tenere conto anche della pendenza della salita,naturalmente se si tratta di una leggera pendenza “la spinta” dovrà essere minima.

Come Allenare i Tricipiti

Per allenare i muscoli dei tricipiti, è necessaria costanza e determinazione, non tanto per ottenere i risultati dei tanto ambiti culturisti, ma per ottenere maggiore forza ed autonomia muscolare, per raggiungere quindi un benessere e meno fatica quotidiana.

Procurarsi dei pesi da 1 kg. fino a oltre 30-40 kg. a seconda delle proprie possibilità fisiche. Procedere effettuando un riscaldamento generale del proprio corpo e della muscolatura specifica da allenare, ovvero dei tricipiti. Successivamente, impugnare un peso, dopo aver preso la corretta posizione.

Meglio se davanti ad uno specchio, per poter controllare la corretta postura, in piedi a schiena dritta (evitando di inarcarla all’indietro per il peso però!), sollevare il braccio con il peso impugnato e fare in modo quindi che sia in posizione verticale rispetto alla nostra posizione. A questo punto, iniziare ad abbassare pian piano il braccio.

Restare in tensione muscolare fino ad arrivare alla posizione di 90 gradi gradi per poi ritornare alla posizione di partenza, cioè con braccio teso e verticale. Lo spostamento lento sarà faticosa, a seconda del peso scelto e delle proprie predisposizioni fisiche per reggerlo. Ripetere l’esercizio anche per l’altro braccio. Fare 3 sessioni da 10 per ciascun braccio. Evitare bruschi movimenti incontrollati, in quanto si potrebbero avere degli strappi muscolari.

Come Fare Esercizi Ginnici all’Aperto

Fare esercizio fisico, si sa, fa bene alla salute, non sempre ci dobbiamo rinchiudere in una palestra per potenziare il nostro fisico, anzi ci sono svariati modi per farlo e uno di questi è all’aria aperta, in un parco. Già camminare velocemente costituisce un discreto allenamento, a questo si possono unire dei semplici esercizi di completamento.

Dopo avere effettuato un riscaldamento puoi cercare una panchina dove fare degli esercizi per le spalle; siediti con la schiena diritta e, poggiando le mani lungo i fianchi, alza e abbassa le spalle; oppure fai dei movimenti rotatori sia avanti che indietro. Accompagna sempre il tutto con una buona respirazione.

Utilizza la parte posteriore della panchina per fare esercizi utili agli arti inferiori. Appoggia le mani sulla panchina e sollevati sulle punte dei piedi; quando li abbassi non toccare terra finché non finisci tutte le ripetizioni (puoi scegliere il numero e le serie a seconda delle tue esigenze, casomai incrementandole dopo qualche giorno).

Un altro esercizio utile per glutei e cosce prevede l’ ausilio di un albero. Trova un tronco al quale poggerai le mani e solleva indietro le gambe, una alla volta, tenendo il ginocchio leggermente piegato. Non appoggiare il piede a terra finché non termini le ripetizioni. Puoi anche fare lo stesso esercizio sollevando la gamba lateralmente.