Browse Author: La Notte Bianca della Scuola

Come Costruire un Dodecagono Inscritto in una Circonferenza

Il dodecagono è un poligono caratterizzato da 12 lati uguali, e 12 angoli con un ampiezza di 150° ciascuno. La sua costruzione non è per nulla complicata, anzi, è possibile definirla più semplice di quella di altri poligoni con un numero minore di lati. Vediamo in questa guida come procedere.

Traccia il diametro “CD” della circonferenza in cui andrai ad inscrivere il dodecagono. Prosegui, quindi, a tracciare la perpendicolare a CD passante per il suo punto medio. A questo scopo prendi il compasso ed impostane l’apertura con un valore a piacere comunque maggiore di quella dell’ipotetico centro.

Puntalo dapprima su “C” e poi su “D” tracciando due curve che si incroceranno in 2 punti. Traccia la retta passante per questi punti, ed avrai la perpendicolare al diametro passante per il suo punto medio. Punta il compasso su “O” con apertura fino a “C” e traccia la circonferenza. Individua quindi i due punti “A” e “B”.

Con la medesima apertura punta il compasso su “A” e traccia una semicirconferenza che vada ad incrociare la circonferenza in 2 punti. Fai lo stesso anche per i punti “B”, “C” e “D”. Hai individuato in questo modo 8 punti. Congiungili utilizzando un righello e la penna a china. Hai così costruito il tuo dodecagono inscritto nella circonferenza.

Come Utilizzare la Pedana Vibrante

La pedana vibrante va usata con attenzione

Ora è tanto di moda, ma come ogni cosa da dei risultati se correttamente utilizzata, non fa ottenere risultati se usata male, al contrario può anche essere dannosa, per cui se volete utilizzarla vi consiglio di farvi aiutare
Per iniziare è necessario scegliere un modello di qualità e per fare questo è possibile vedere le recensioni su questo sito sulla pedana vibrante.

Se possibile chiedere aiuto ad un professionista ed essere seguiti nell’esecuzione degli esercizi da lui è sicuramente la cosa migliore da fare. La pedana da grandi risultati ma bisogna sapere come fare

Nel giro di un mese si vedono i risultati se usata per tre volte alla settimana per non più di 20 25 minuti. Selezionare il programma di nostro interesse e salire, la pedana inizia a vibrare dandoci una sensazione di benessere

Fare un minuto di esercizio ed uno di riposo alternare in questo modo per 10 massimo 15 minuti e poi ripetere. Vietato usarla per le gestanti. La pedana migliora negli atleti la forza massimale ed esplosiva, la capacità respiratoria.

Ma non è tutto oro ciò che luccica, infatti bisogna fare attenzione infatti può creare danni ai dischi vertebrali,
e non solo

La vibrazione è causa per alcuni di diminuzione dell’udito dovuta alle vibrazioni che passano dalla colonna alla testa, e anche della vista.

Come Costruire un Esadecagono Regolare

L’esadecagono è un poligono regolare composto da un totale di 16 lati, e di conseguenza 16 angoli. La sua costruzione non è molto complicata, e viene fatta mediante inscrizione all’interno di una circonferenza. Vediamo, in questa guida, come procedere.

Traccia il segmento orizzontale “AB”, ricordando che esso sarà il diametro della circonferenza all’interno della quale verrà costruito l’esadecagono. Trova il punto medio “O”. A questo scopo punta il telecomando in “A” con apertura maggiore ad “AO” ed individua due archi al di sopra ed uno al di sotto del segmento stesso. Unisci i punti “1” e “2” e trovi il punto medio. Punta in “O” con apertura “OA” e traccia la circonferenza, individuando anche i punti “C” e “D”.

Costruisci l’esagono all’interno della stessa, individuando gli ulteriori punti sulla stessa, ovvero “E”, “F”, “G”, “H”. Trova, quindi, la bisettrice di “EOB”. A questo scopo punta il compasso in “O” con apertura a piacere ed individua i punti “4” e “5”. Punta poi in questi ad intersecare due archi da unire poi con “O”.

Individua, in questo modo il punto “I”. Prendi la misura che intercorre tra “E” ed “I” e riportalo sulla circonferenza puntando sui vertici dell’esagono precedentemente tracciato. Individui così ulteriori punti sulla circonferenza. Uniscili tra loro servendoti della penna a china, ed avrai così costruito l’esadecagono regolare.

Come Costruire un Ennagono Regolare

Un ennagono è un poligono caratterizzato, come dice il nome stesso, dall’avere 9 lati tutti identici in lunghezza e 9 angoli tutti di 140°. Effettuarne la costruzione non è molto complicato. Risulta essere sufficiente partire da una circonferenza ed eseguire alcuni tipici passaggi per dividere quest’ultima in 9 parti uguali. Vediamo come procedere.

Traccia il raggio della circonferenza denominandone gli estremi “OP”. Procedi descrivendo anche il diametro di tale circonferenza, considerato che il raggio corrisponde alla metà del diametro stesso. Indicane l’estremità con “A”. Punta il compasso in “O” con apertura OP e traccia la circonferenza.

Punta il compasso in B, mantenendo la misura del raggio, e traccia un semicerchio che incroci la circonferenza stessa in 2 punti. Nomina questi come “B” e “C”. Unisci questi 2 punti, ed individua sul diametro “AP” il punto “1”. Prolunga un pò la parte superiore della retta passante per B e C. Centra il compasso in 1, con apertura sempre uguale al raggio, e costruisci una curva che vada ad intersecare la retta nel punto “R”.

Con la medesima apertura, punta il compasso in R ed ottieni una sezione di circonferenza che partendo dal punto 1 va ad intersecare in un punto la sezione precedente. Hai, cosi, individuato il punto 2. Unisci quest’ultimo con “O” e definisci come “D” il punto in cui questo segmento incontra la circonferenza. Con il compasso prendi la misura corrispondente al tratto “BD” e riportala lungo tutta la circonferenza. Individui in questo modo i 9 punti equidistanti tra loro. Prendi la penna a china e unisci questi punti, nominandoli. Hai cosi costruito l’ennagono.

Cose da Fare sul Lago di Garda

Un itinerario interessante e rilassante, grazie al gradevole contesto ambientale e paesaggistico in cui sono inserite località di significativo interesse turistico, adagiate in una conca attorniata da colline ricoperte da uliveti e limoneti.

Il lago di Garda segna il punto di incontro fra la Lombardia, il Veneto e il Trentino. Celebrato da scrittori e poeti, conserva in alcuni tratti l’aspetto del mare, per la sua vastità, disegnando, sulla carta geografica la base di un’enorme ampolla.

Questa guida propone un itinerario che parte da Desenzano, affacciata sulle rive meridionali del lago e si snoda lungo il ramo bresciano, fino a Riva del Garda che si affaccia sulla sponda più settentrionale.

Desenzano è ubicata in un golfo, delimitato ad ovest dalla punta del Vò e ad est dalla penisola di Sirmione. E’ un centro turistico molto frequentato in ogni periodo dell’anno, grazie al suo clima mite e alla bellezza del paesaggio.

Da visitare, innanzitutto, il centro storico che si sviluppa attorno al piccolo porto, circondato da edifici di rilievo storico-architettonico come l’ex Palazzo comunale e il Palazzo del Provveditore, risalenti al XVI secolo.

Merita una visita anche la chiesa parrocchiale, dedicata a Santa Maria Maddalena, edificata nel XIV secolo e modificata nel 1500. Ospita all’interno alcuni interessanti dipinti, fra cui un’Ultima Cena del Tiepolo.
Nei dintorni della Parrocchiale, potete ammirare le rovine di una villa romana, risalente al III secolo d.c, scoperta nel corso di scavi effettuati nel 1921. Si tratta di un edificio di carattere sicuramente signorile, come testimoniano i resti, conservati intatti, di stupendi pavimenti a mosaico.
Ma le origini di Desenzano risalgono ad epoche ancora più antiche. Il museo archeologico cittadino, situato all’interno dell’ex convento di Santa Maria de Senioribus, conserva reperti che permettono di datare i primi insediamenti al secondo millennio a.c.

A 8 chilometri da Desenzano si trova Lonato, nel cui centro storico potete ammirare i ruderi di una rocca risalente al XVI secolo e il palazzo del Podestà che oggi ospita la Fondazione Ugo da Como, ricca di materiale librario di interesse storico e artistico.

Lasciata Lonato, dirigetevi verso Sirmione, considerata la “perla del lago di Garda”. Sovrasta la cittadina un’imponente rocca scaligera, con merlature a coda di rondine, eretta nel XIII secolo, per iniziativa di Martino I della Scala.

Sirmione conserva i resti di una grandiosa villa romana, sorta in un sito diventato celebre, nel corso dei secoli, con il nome di Grotte di Catullo. All’ingresso di quello che, si intuisce, fu un imponente complesso architettonico, si trova un piccolo museo che conserva oggetti in bronzo e ceramiche.

La costruzione occupa un perimetro di 167 metri per 105, suggerendo, per l’ampiezza, un’originaria destinazione a impianto termale. Gli scavi hanno portato alla luce un piscina riscaldata e un criptoportico.
Tutta questa zona è ricca di tracce risalenti all’epoca romana. Qui i nobili usavano costruire le loro ville, richiamati dal clima dolce e dalle bellezze naturali. Sono state ritrovate a Cortine, lapidi votive dedicate a Giove e Mercurio.
A ponente, sull’altura di Mavino, potete visitare l’interessante chiesa di San Pietro, sorta sui resti di un antico tempio pagano e immersa in un suggestivo paesaggio di ulivi che degradano verso il lago.

Lasciata Sirmione, tornate verso Desenzano e proseguite fino a Salò, adagiata sulle rive dell’omonimo golfo. Anche Salò ha origini molto antiche. Il museo archeologico della città. ospitato nel Palazzo della Magnifica Patria, conserva reperti risalenti al I secolo d.c.
Gli scavi effettuati nelle frazioni di Villa e Barbarano, hanno portato alla luce alcune necropoli con oggetti risalenti alla stessa epoca, fra cui una preziosa borraccia e una tazza con decori orientali.
All’interno delle mura fortificate, costruite nell’XI secolo, si sviluppa l’antico borgo di origine medievale. Nel quattrocento le mura furono rinforzate, quando Salò divenne il capoluogo della Magnifica Patria, una comunità di 42 comuni che riuscì per molti decenni a mantenere l’autonomia.

Merita una visita il Palazzo della Magnifica Patria, edificato nel 1524 per ospitare il consiglio della comunità . Da visitare anche il duomo, di stile tardogotico, dedicato a Santa Maria Annunziata. Sulla facciata, rimasta incompiuta, si apre un interessante portale.
L’interno, caratterizzato da tre navate, delimitate da dodici colonne, ospita una serie di affreschi che vale la pena di ammirare. Alle spalle di Salò sorge il monte San Bartolomeo, dalla cui cima si gode un suggestivo panorama del lago e delle località circostanti.

Agli appassionati di storia suggerisco una visita al palazzo Terzi-Martinengo, situato a Barbarano. Tra l’autunno del 43 e la primavera del 45, l’edificio fu sede dei rappresentanti della Repubblica Sociale Italiana.

Da Salò, proseguite fino a raggiungere Gardone Riviera. L’abitato della cittadina si estende lungo le rive del lago e sulle alture circostanti, i colli Morgnaga e Montecucco. Immerse nel verde, potete ammirare numerose ville in stile neo – classico, liberty e neo-gotiche.

Gardone divenne, tra otto e novecento, un importante centro turistico grazie, soprattutto, all’ingegnere austriaco Luigi Wimmer. Arrivato a Gardone per trascorrervi un periodo di convalescenza, fu affascinato dalla bellezza dei luoghi e acquistò Villa Cargnacco, destinata a divenire il celebre Vittoriale

Winner finanziò alcuni studi di un climatologo tedesco grazie ai quali fu dimostrato che il clima di Gardone, durante l’inverno, era il più mite di tutta l’Italia Settentrionale. La scoperta favorì, negli anni successivi, lo sviluppo di un turismo d’élite, i cui segni sono ancora oggi osservabili nelle eleganti ville che caratterizzano la cittadina.

Sul lungolago, potete ammirare un interessante giardino botanico, realizzato all’inizio del novecento.Con oltre 2000 specie di piante, è uno dei più originali d’Europa. Creando suggestive atmosfere, vi convivono la flora alpina, con quella mediterranea e con quella subtropicale.

Ma Gardone è nota, soprattutto, per il Vittoriale, celebre dimora di Gabriele D’Annunzio. Dopo l’impresa di Fiume, nel 1921 il poeta arrivò sulle rive del Garda, acquistò villa Cargnacco, conquistato dalla bellezza del suo parco, dagli spazi immensi e dai panorami sconfinati.

Il complesso architettonico divenne parte del progetto auto-celebrativo del poeta, noto con il nome di “Vittoriale degli italiani”, realizzato dall’architetto Giancarlo Moroni. Il Vittoriale divenne proprietà dello stato italiano nel 1930. Oggi è sede di un museo ricco di cimeli del poeta far cui l’aereo con cui sorvolò Vienna e le automobili con cui giunse a Fiume.

Proseguendo verso nord, si incontra Garignano, piccolo borgo adagiato sulle rive del lago, circondato da monti e colline ricoperti di ulivi, limoni, cedri e cipressi, la cui crescita è favorita da un clima eccezionalmente mite.

Il centro storico di Garignano è raccolto attorno al piccolo suggestivo porto su cui si affacciano eleganti palazzi di antiche origini. Da notare, soprattutto, il palazzo comunale, costruito nel cinquecento.

Sulla facciata dell’edificio sono murate le palle di cannone sparate da una nave austriaca verso il borgo, durante la terza guerra di indipendenza, nel 1866. Da visitare anche la chiesa di San Giacomo, costruita nel 1100.

Conserva, su una parete laterale, tre interessanti affreschi risalenti al 1300. All’interno, potete ammirare la statua di San Giacomo, realizzata nel 1500, ospitata in una nicchia.

Passeggiando sul lungolago è possibile ammirare lussuose ville fra cui Villa Feltrinelli, costruita alla fine dell’ottocento che ospitò la segreteria di Mussolini durante la Repubblica di Salò.

Lasciata Gargnano, si incontra, dopo un breve percorso lungolago, Limone sul Garda, piccolo borgo il cui nome deriva dalle limonaie che un tempo crescevano rigogliose nella località, grazie al suo clima mediterraneo. Merita una visita il centro storico, caratterizzato da belle case antiche.

L’itinerario proposto si conclude a Riva del Garda, affacciata sulle sponde più settentrionali del lago, delimitata dal monte Brione e dalle ultime pendici del Monte Rocchetta. Riva del Garda è una rinomata località turistica, frequentata dagli appassionati di vela, windsurf e sup, sporto che può essere praticato in modo semplice, utilizzando un sup gonfiabile.
Risulta essere ricca di bellezze storico, architetttoniche come il Palazzo della Rocca, edificato nel XII secolo e successivamente ampliato ed abbellito da Scaligeri e Veneziani. Oggi è sede di una biblioteca e del Museo civico che conserva interessanti reperti di un villaggio di palafitte del lago di Ledro.

Merita una visita anche la bella piazza affacciata sul porto, contornata da antichi edifici, caratterizzati da eleganti porticati. Di particolare interesse il palazzo del Podestà, edificato nel XIV secolo e il Palazzo del Provveditore, risalente al XV secolo.

Non lontano dal centro storico, sorge la chiesa dell’Inviolata, eretta nel corso del XVII secolo. Nei dintorni di Riva del Garda, merita una visita la cascata del Varone, dove l’acqua precipita in una fossa naturale, con un salto di 90 metri .