Browse Author: Luca Tonelli

Differenze tra l’Addolcitore d’Acqua e il Depuratore a Osmosi Inversa

In questa guida spieghiamo quali sono le differenze tra l’addolcitore d’acqua e il depuratore a osmosi inversa.

L’addolcitore d’acqua è un apparecchio ideato per prevenire depositi di calcare consentendo quindi una durata maggiore delle tubazioni di casa.
Infatti l’eccessiva durezza dell’acqua ovvero la concentrazione di calcio magnesio e altri metalli porta ad un incrostazione di tubature pentole scaldabagni etc.
In altre parole l’addolcitore è un sistema che aiuta tutto il sistema igenico sanitario dell’acqua di casa consentendo un risparmio sia energetico sia su detersivi e detergenti.
Per dettagli sul funzionamento del dispositivo è possibile vedere questa guida su Addolcitori.net.

Se invece si parla di acqua potabile o acqua usata per cucinare si fa riferimento al “depuratore a osmosi inversa”.
I depuratori a Osmosi Inversa vengono collegati al vostro rubinetto di casa filtrando l’acqua rendendola più sicura e buona da bere.
I depuratori che Soluzione Acqua Detti a Osmosi Inversa attraverso una membrana filtrano circa dal 90 a 98 percento delle sostanze pericolose che i tubi possano aver rilasciato all’interno dell’acqua durante il suo passaggio.
Acquistare un depuratore d’acqua domestico è una scelta che permette al consumatore finale di sapere ciò che beve con caratteristiche dichiarate e ben definite che non vengono alterate nel tempo visto che l’acqua depurata viene consumata immediatamente.

Si tratta quindi di due dispositivi che finalità diverse.

Come Leggere il Codice IBAN

Dal primo Gennaio 2008, il codice IBAN è diventato obbligatorio per tutte le transazioni bancarie, sostituendo (o, meglio, incorporando) tutti gli altri dati che venivano utilizzati precedentemente. Il codice IBAN, quindi, è una miniera di informazioni. Vediamo come leggerlo.

Per prima cosa, bisogna dire che il codice IBAN è composto da 27 caratteri alfanumerici. Ogni carattere ha un suo preciso significato. Non c’è nessun carattere posto a caso, a parte le due cifre di controllo (dette “caratteri di controllo IBAN”), che sono state introdotte per motivi di sicurezza ed unicità.

Prendiamo per esempio il codice IBAN: IT96R0123454321000000012345. I primi due caratteri sono lettere ed indicano la nazione del codice IBAN (IT = Italia). Le due cifre successive sono le cifre di controllo citate nel passo precedente. La lettera dopo le cifre di controllo è il CIN, mentre le dieci cifre successive sono i codici ABI e CAB (5 cifre per l’ABI e 5 per il CAB).

Le ultime dodici cifre sono quelle riservate al numero di conto corrente. Se il numero di conto corrente è più breve di dodici cifre, tutte le cifre non utilizzate dovranno essere sostituite da “zeri”. Solitamente quest’operazione viene effettuata automaticamente. Esempio: Il nostro numero di conto è 12345, ma le dodici cifre finali del nostro IBAN saranno 000000012345.

Come Leggere il Diagramma HR

Luminosità e temperatura di una stella sono in stretta relazione e, attraverso il rapporto esistente tra queste due grandezze fisiche, si può prevedere il percorso evolutivo di una stella e risalire alla sua massa. Durante la loro vita infatti le stelle evolvono secondo un percorso che dipende dalla loro massa. In questa guida ti aiuterò a comprendere come si legge il diagramma HR con cui si classificano le stelle.

Le stelle sono state divise in sette classi principali: O,B,A,F,G,K,M. in quest’ordine sono indicate secondo la temperatura decrescente che va da circa 30 000°K a circa 3 000°K. Le stelle di classe G come il Sole hanno una temperatura intorno ai 6 000°K. Il diagramma HR fu realizzato da due ricercatori, Hertzsprung Eynardanese (1911) Russel Henry Norris americano (1913) che lo elaborarono indipendentemente l’uno dall’altro. Osserva che sull’asse delle ascisse in basso è posizionata la temperatura decrescente espressa in gradi Kelvin mentre in alto le sette classi principali, su una delle ordinate la luminosità e sull’altra la massa.

Fai attenzione a come sono distribuite le stelle. Nota che esse non sono posizionate in maniera omogenea sul diagramma ma si dispongono su una diagonale che va dall’alto a sinistra al basso a destra del diagramma. Le stelle di questa diagonale sono state chiamate stelle della sequenza principale e sono le stelle delle sette classi principali. Incomincia a leggere il diagramma dalla zona in alto in alto a sinistra e nota che le stelle che si trovano in questa zona sono le più massicce e le più luminose e appartengono alla classe O. Procedi lentamente lungo la diagonale e arriva nella zona in basso a destra dove sono posizionate le stelle meno splendenti sia perché fredde sia perché sono dotate di piccola massa, queste sono le stelle di classe M.

Osserva le altre stelle che si collocano in posizioni diverse dalla sequenza principale, puoi notare infatti due rami orizzontali:uno in alto a destra quello delle giganti rosse e le supergiganti rosse e uno in basso a sinistra delle nane bianche. Leggi la temperatura delle stelle del ramo in alto a destra e noterai che esse hanno una minore temperatura ma una superficie molto grande esse sono infatti stelle dilatate a bassa densità, viceversa puoi osservare come in basso a sinistra le nane bianche hanno una scarsa luminosità pur avendo un’elevata temperatura (da cui il colore tendente al bianco). Queste stelle infatti sono molto dense e hanno una massa leggermente superiore a quella del Sole.

Come Calcolare le Proporzioni

Sembra un’operazione complicata ma in realtà è davvero molto molto semplice. Leggendo la guida imparerai un semplice metodo per calcolare le proporzioni, il tutto senza dover diventare matto. Molto utile anche per i bambini che devono studiarle a scuola.

Un problema con le proporzioni comporta solo due operazioni elementari: divisione e moltiplicazione. Di solito si presenta in questo modo: per fare un abito a pierino serve un metro di stoffa. Sapendo che Pierino è alto un metro e cinquanta, quanti metri di stoffa servono per fare un abito a pierina che è alta un metro e quaranta? Dobbiamo mettere insieme le cose simili. Pierino e Pierina da una parte, stoffa dell’abito di pierino e di pierina dall’altra.

Si risolve così: Pierino: Pierina = 1m: X E si legge Pierino sta a Pierina come un metro sta a X, dove X è la quantità di stoffa che non conosciamo per fare il vestito di Pierina. Se sostituiamo Pierino e Pierina con le loro altezze l’espressione diventa 1,5m: 1,4 = 1m: X Adesso il trucco: chi è esterno sta con chi è esterno, chi è interno sta con chi è interno.
Leggi anche: Come accorciare un abito stretch (CLICCA QUI)

Dato che la moltiplicazione è più facile della divisione ricordiamoci di applicarla a chi sta insieme. In questo caso stanno insieme gli interni, cioè l’altezza di Pierina (1,4) e la stoffa da 1 metro, questo perchè non possiamo moltiplicare l’altezza di Pierino per X (incognita). quindi: 1,4*1=1,4 Il risultato lo dividiamo per l’altro numero rimasto: 1.4/1.5=0.933333 Per fare l’abito di Pierina bastano 0.93333 metri di stoffa.

Per dimostrarvi che è vero, facciamo invertiamo il problema, facciamo finta di non sapere quanta stoffa serve per fare l’abito di Pierino, ma di sapere quanta ne serve per fare l’abito della sorella. 1.5: 1.4 = X: 0.9333 adesso moltiplichiamo gli esterni: 1.5*0.93333=1.4 e dividiamo come prima per il numero che rimane da solo: 1.4/1.4=1 Per fare l’abito di Pierino serve un metro di stoffa.

Come Scegliere un Kayak per il Mare

Dalla metà dell’Ottocento, grazie alle esplorazioni europee, si scoprì il kayak da mare che, a quel tempo, era utilizzato per la caccia e la pesca dalla popolazione groenlandese e aleutina. I kayak groenlandesi navigavano in acque protette, generalmente baie e fiordi e si caratterizzavano per uno scafo molto basso sull’acqua per sottrarsi, il più possibile, allo scarroccio causato dai forti venti locali. I kayak aleutini invece erano realizzati con scafi adatti a fronteggiare un mare più impegnativo e con una capacità di carico maggiore. Oggi sono disponibili diversi tipi di imbarcazioni, dal semplice kayak gonfiabile al kayak da mare, che trattiamo in questa guida. Il kayak da mare viene ideato negli anni 50 del Novecento in Inghilterra e si è diffuso in Europa e in Italia.

Adatto a tutte le età, è uno sport ecologico e salutare che permette di navigare sottocosta a distanze impraticabili per imbarcazioni più grandi, considerato il pescaggio quasi nullo, e la normativa vigente la quale regola la distanza minima a cui tenersi dalla costa. Altro vantaggio: è possibile navigare nelle zone di tutela ambientale, escluse le zone protette integrali. Essendo un mezzo con le sue peculiarità di manovra richiede la partecipazione a un corso per imparare, oltre le manovre classiche della navigazione anche le tecniche di autosalvataggio e salvataggio assistito, similmente a un mezzo nautico.

Oggi è utilizzato per turismo, ma anche per affrontare più giorni di navigazione sottocosta e, in casi specifici, con una preparazione adeguata, per effettuare traversate o circumnavigazioni di isole in più giorni. Parlando di sicurezza si può affermare che il mezzo è sicuro, le situazioni a rischio sono da imputare alla negligenza del pagaiatore, esattamente come l’alpinista in montagna. Il kayak da mare, in caso di ribaltamento, permette in pochi secondi di riacquistare la posizione di navigazione normale grazie alla manovra dell’eskimo o, se non si è in grado di effettuarla, di risalire entro il kayak con il paddle float, un galleggiante, posto sul ponte e fissato attraverso elastici o cime di sicurezza poste longitudinalmente lungo e al traverso dell’opera. E’ necessario indossare sempre un giubbotto di aiuto al galleggiamento e un abbigliamento adatto a non incorrere in ipotermia nella stagione fredda: sono questi elementi di sicurezza indispensabili, indipendentemente dalle norme che regolano la navigazione da diporto.

Si può affermare che la formazione del kayaker marino che ha frequentato il corso di formazione di base e avanzato e un alto standard di sicurezza, garantito dalla qualità dei kayak, rendono questa passione sicura. Lo studio e la progettazione, da parte di professionisti appassionati, come Raymond Varraud, di carene e opere morte ispirate alle migliori caratteristiche di navigazione dei kayak groenlandesi e aleutini, possono dare al kayak quel riconoscimento nautico di imbarcazione che lo distingua da sandali, pedalò e pattini da mare. Altre caratteristiche peculiari del kayak da mare non ritrovabili nei tre mezzi citati sono gli strumenti di bordo: quali una bussola, un VHF, un GPS, persino dei pannelli solari, il necessario per vivere 3-4 giorni in autonomia nella stagione calda e fredda.

L’escursione di più giorni, per approfondire un punto, è resa possibile dalla capacità di carico di materiali interna al kayak (140/150 chilogrammi) stivata in due, tre gavoni stagni che rendono peraltro il mezzo inaffondabile. Il kayak da mare è già una realtà: come ottimo mezzo ausiliario da ospitare in barche capienti per un uso turistico giornaliero, per la famiglia, per chi ha voglia di navigare lentamente assaporando in pieno rilassamento i fondali, le peculiarità della costa, fotografare, fare delle lunghe nuotate, dello snorke ling trainando il kayak, navigare in coppia o partecipando ai numerosi raduni. Un’aspirazione dei kayaker potrebbe essere divenire “sentinelle del mare”, dopo un iter di formazione appropriato, in collaborazione con la Capitaneria di Porto Guardia Costiera, non per sanzionare, ma per segnalare anomalie ambientali e di comportamento.